lunedì 13 febbraio 2012

Preg.mo Sigm Sindaco

Andrea Bianchi

Alla luce dell'ultima seduta della Giunta Comunale, durante la quale è

stato approvato l'indirizzo proposto dal sottoscritto contenente la

soluzione finalizzata alla sistemazione definitiva della situazione

economico-finanziaria dell'Ente, derivante dall'annosa questione legata

all'Area Barbaresca, ritengo aver portato a compimento il mandato affidatomi

nell'aprile del 2008.



Sono stati 4 anni difficili, costellati da molteplici problemi finanziari

per tutti gli enti comunali ed in particolar modo per quello di Trenzano

che, ricordo bene la nota del 13.06.2008 a firma dell'allora Responsabile

dell'Area Finanziaria, a pochi mesi dalla mia nomina, ci comunicò

un'indebita mancanza di liquidità di circa 3,7 milioni di euro.



La ringrazio per l'opportunità concessami, ma anche alla luce degli accordi

da sempre intercorsi e mai dimenticati, sono a riconsegnarLe

irrevocabilmente le mie deleghe assessorili poiché ritengo esaurito il

compito affidatomi.



Sono certo che saprà ben proseguire la Sua esperienza amministrativa anche

premiando in Giunta chi in questi anni si è messo al servizio della comunità

anche da semplice consigliere comunale.



Voglia alla prima occasione ringraziare la positiva collaborazione di tutti

i cittadini di Trenzano, di tutti i dipendenti dell'ente, di tutti i

consiglieri sia di maggioranza che della minoranza e di tutti gli assessori.



Aldo Massimo Rossi



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sabato 10 dicembre 2011

I: benzina a meta' prezzo

 

Inviala ad altre 10 persone ……..

 

Chissa’ che serva a qualcosa

 

 

sabato 20 agosto 2011

Manovra Anticrisi: vendere immobili dello stato ecco la geniale trovata

Fantastico! In un periodo di deflazione del mercato immobiliare immettere sul mercato gli immobili dello stato e' veramente un'idea geniale. Il dogma delle teorie economiche afferma che x sostenere un settore in crisi e' necessario aumentare l'offerta.
Geniale veramente come trovata
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Aldo Rossi
dr.rossi@aldorossi.it

venerdì 3 giugno 2011

Consiglio Comunale venerdì 3 giugno 2011 h. 20.30

L'opposizione dimostra i segnali e le interperanze tipiche del giacobinismo più' acuto

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lunedì 22 febbraio 2010

Conferenze sulla Sicurezza

Il nostro Sindaco Cottinelli ha dato il via ad una serie di conferenze in materia di sicurezza. Vorrei ricordare che il sottoscritto e altri colleghi dell'opposizione della prima amministrazione 2002/2007 abbiamo continuato ad insistere in materia di sicurezza inutilmente derisi e inascoltati. Oggi dopo 8 anni di servizio il nostro Sindaco riscopre l'emergenza a causa dei tristi avvenimenti del 2009. Credo sia opportuno passare il testimone ad interlocutori piu' credibili in materia di sicurezza, interlocutori che hanno nel loro DNA politico la cultura del problema e delle soluzioni da adottare. La gravita' della situazione lo impone senza mezzi termini.

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domenica 29 novembre 2009

Rovato e la violenza delle ultime settimane

Nell'ultima settimana Rovato è stato al centro del problema connesso con l'immigrazione e l'integrazione. Immigrazione non controllata, lasciata al libero arbitrio dei nostri governanti, sia locali che nazionali, per anni, e ora ci si sorprende di quanto sia avvenuto, della ferocità dei fatti.
Un agricoltore soleva dire che per imbottigliare il vino ci voleva maestria e pazienza altrimenti lo si poteva rovesciare e il fondo si poteva mischiare con quello buono (di vino). In questi giorni mi è tornato alla memoria questo detto e l'ho trovato calzante.
Non possiamo lasciare entrare nel nostro paese tutti quelli che bussano ed hanno bisogno; bisogna centellinare gli ingressi in relazione alle effettive esigenze del nostro mercato ed alla capacità del tessuto urbano di assorbire gli individui prima e le loro famiglie poi.
In Italia entrano tutti, persone per bene, e ce ne sono tante, e delinquenti che al loro paese non troverebbero altro spazio se non nelle carceri, tra l'altro molto più dure e disumane delle nostre.
Come se non bastasse questi immigrati si concentrano lungo le direttive di comunicazione nord/sud e est/ovest andando a creare degli agglomerati che rendono difficoltosa l'integrazione: è come se uno stomaco solo ingerisse un agnello intero; se l'agnello fosse condiviso tra molti commensali la digestione sarebbe più facile.
I problemi si riscontrano a tutti i livelli: nelle scuole pubbliche gli immigrati arrivano a percentuali che superano il 50%; si possono solo immaginare le conseguenze. Gli italiani che se lo possono permettere si rifugiano nelle scuole private, costose e quindi non accessibili ai figli degli immigrati; gli italiani che non possono permetterselo resistono e vedono crescere la loro rabbia verso le istituzioni che non comprendono il problema. I problemi che nascono in queste scuole sono alla luce di quanti vogliono vedere: i programmi non vengono attuati completamente e le difficoltà linguistiche rallentano il normale svolgimento delle lezioni.
Altro problema è connesso alla incapacità delle istituzioni di farsi garante dei problemi dei bisognosi e degli anziani: tutte le liste di accesso ai servizi pubblici vedono gli estracomunitari in pole position, a discapito degli italiani, e questo è dovuto al fatto che spesso non svolgono lavori regolari e quindi il loro reddito è virtualmente basso; si crea quindi una sleale concorrenza tra coloro che hanno necessità di alloggi pubblici, di asili pubblici, e altri servizi pubblici necessari. Non rispondiamo a questo problema dicendo che siamo noi italiani a tenere lavoratori in nero e ad approfittarne; è sicuramente vero me è vero che chi ci rimette sono proprio quegli italiani delle fasce più deboli e a rischio.

Negli ultimi mesi il nostro comune è stato oggetto di due fatti violenti avvenuti lungo la via principale, causati da estracomunitari in cerca di regolamenti di conti personali.

Torniamo a Rovato:
  • se non si fosse portato lo sportello immigrati a Rovato;
  • se si fosse attuata una politica come quella di Adro, regalando un premio di euro 500 a tutti quei vigili che avessero scovato un clandestino (trovata questa, a detta dello stesso Sindaco, che non è assolutamente costata e che ha intimorito chi doveva intimorire, ovvero i clandestini che bene hanno pensato di andare in un altro territorio più accogliente, come Rovato, ma non solo a Rovato);
  • se si fosse attuata una politica di controllo severo come quello del Sindaco di Coccaglio delle ultime settimane;
  • se si controllassero i parchi e i bar con maggiore assiduità, dove agli occhi di tutti i rovatesi, si vedono persone che tutti i giorni stazionano, e quindi non lavorano, con auto di lusso parcheggiate sui marciapiedi.

Questi provvedimenti non sarebbero bastati a fermare le violenze ma almeno avrebbero dato ai cittadini la consapevolezza di un tentativo da parte delle istituzioni.

Nulla serve la pattuglia in auto che percorre migliaia di chilometri all'anno oppure la pattuglia a piedi che altro non può fare se non emettere contravvenzioni agli automobilisti.

Credo che l'attuale amministrazione debba fare una seria riflessione e cercare di comprendere che siamo in una fase straordinaria di pericolo e le fasi straordinarie vanno affrontate con serietà e capacità.

L'altro avvenimento che dimostra una volta ancora l'incapacità dell'attuale amministrazione comunale di controllare il territorio è stata la manifestazione non autorizzata di musulmani.

Credo che questa amministrazione comunale abbia dimostrato ancora una volta come non sia all'altezza del compito assegnato dai cittadini.

martedì 1 settembre 2009

A quelli che si interrogano sul dopo Berlusconi ... eccolo...

«Se ci fosse un avviso comune sulla compartecipazione all'utile delle imprese, per concretizzare lo stare insieme nella stessa azienda, più di prima uniti e insieme, lavoratori e imprenditori, credo che sarebbe uno dei modi per uscire dalla crisi». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel suo intervento al Meting di Rimini. Un disegno di legge con questi contenuti è attualmente all'esame del Senato «Niente shock, è aperto il cantiere delle riforme». Per uscire dalla crisi e per risolvere i problemi strutturali dell'Italia, ha spiegato poi il ministro, non serve uno shock, ma il lavoro serio e costante del governo. «Noi - ha scandito Tremonti - abbiamo aperto il cantiere delle riforme: dal nucleare alla riforma della scuola elementare e secondaria, dall'adeguamento anagrafico dell'età di pensione, che fa del sistema italiano uno dei più stabili, al divieto di cumulo lavoro-pensione. Io credo che l'elenco delle riforme fatte sia davvero troppo lungo». Inoltre, «la riforma delle riforme in questo Paese è la riforma che prende il nome del Federalismo fiscale che è fondamentale per ridurre l'evasione fiscale. Molte altre riforme abbiamo in cantiere e stiamo facendo. L'elenco, dalle banche agli ammortizzatori agli interventi sulle banche è abbastanza lungo».A proposito degli ammortizzatori sociali, il ministro ha ricordato: «Abbiamo messo tutte le risorse negli ammortizzatori sociali e credo sia stata una scelta fondamentale perché credo che nessuno può essere lasciato indietro». Tremonti ha assicurato che se ci sarà bisogno «i soldi andranno soprattutto sul sociale e gli ammortizzazori sociali». Ad un anno dall'inizio della crisi economica, ha sottolineato il titolare di via XX Settembre, possiamo dire che «l'Italia è una paese socialmente unito. Abbiamo garantito tenuta sociale, sicurezza, stipendi, sanità e pensioni, è stato un risultato fondamentale, per merito di tutti". Gli economisti come maghi. «Le riunioni degli economisti - ha anche detto davanti alla platea del Meeting Tremonti, intervenuto alla presentazione del libro Bluff di Marco Cobianchi - ricordano quelle dei maghi. La nostra letteratura è piena di maghi, dal mago Merlino al Mago di Oz, da Harry Potter a Mandrake e Satanik fino al mago Otelma. Tutti economisti che fanno apparire e sparire l'inflazione e fanno in modo che non debba apparire la deflazione». Ma «quello che fa effetto è che il coro continua: se ci fosse buonsenso da parte loro di stare zitti per 1 o 2 anni ci guadagnerebbero tutti e loro stessi. Quello che colpisce di più è che nessuno di questi ha mai chiesto scusa, nessuno ha mai detto di aver sbagliato. Sbagliano sempre gli altri». «Io - ha proseguito il ministro - non sono un economista e a volte questo mi aiuta». Tremonti, che ha citato l'episodio in cui la regina Elisabetta ha chiesto agli economisti il perché, «se sono tanto bravi non hanno previsto quello che sarebbe successo» con la crisi economica, ha invece ricordato che lui stesso, dal 1995, come sostengono i suoi libri, aveva previsto che ci sarebbestato un momento in cui la globalizzazione avrebbe causato una crisi economica. «Ho sempre pensato che ci sarebbe stata una crisi economica causata dalla globalizzazione. Era impossibile prevedere in che giorno e che in modo si sarebbe manifestata, ma è dal '95 che sono sicuro che si sarebbe verificata. Ci voleva un mago per capire il giorno preciso, ma non ci voleva un mago per capire che il cambiamento della velocità del mondo avrebbe portato alla crisi».Rispetto al Global standard, Tremonti ha detto che «non è una partita finita, sarà fondamentale adesso il lavoro dell'Ocse». «La proposta del Global Standard è italiana, e questo non è uno spot. Nelle prossime settimane vedremo se sarà possibile realizzare» questo progetto «ambizioso».
«Salvate il popolo, non le banche». Sul fronte dei slavataggi degli istituti di credito, il ministro del Tesoro ha detto: «Per uscire dalla crisi si è passati da una tasca all'altra, con una piccola differenza, che la tasca dei banchieri è dei banchieri, la tasca del governo è di tutti». Quindi, «dovrà esserci una riflessione» sulla scelta di aver aiutato le banche per uscire dalla crisi. E ha citato un detto in inglese: «Salvate il popolo, non le banche». Parlando della spesa per la crisi che incide sul debito ha aggiunto: «È un rapporto che peggiora per salvare la spesa che si fa per salvare i signori delle banche». Ha poi sottolineato Tremonti: una volta usciti dalla crisi non si potranno «riaccendere i falò delle vanità, delle stupidità, della speculazione, dei bonus: credo che su tutto questo le ragioni debbano essere profondamente diverse»