sabato 16 novembre 2019

CORRISPETTIVI TELEMATICI: come prepararsi all’obbligo generalizzato dal 1° gennaio 2020

 

Introduzione

 

Tutti coloro che effettuano operazioni di "commercio al minuto e attività assimilate" per le quali non è obbligatoria l'emissione della fattura, se non a richiesta del cliente[1], devono assolvere all'obbligo di certificazione dei corrispettivi tramite memorizzazione e trasmissione telematica degli stessi. L'obbligo scatta:

  • in via generale, dal 1° gennaio 2020,
  • o dal 1° luglio 2019 per i soggetti che nel 2018 hanno realizzato un volume d'affari superiore a 400.000 euro[2].

Rientrano tra i soggetti interessati, oltre ai commercianti, quelli che attualmente emettono ricevute fiscali (artigiani, alberghi, ristoranti, ecc.). Successivamente all'entrata in vigore di tale obbligo non sarà più possibile utilizzare le vecchie ricevute o l'emissione dello scontrino fiscale che dovranno essere sostituiti dalla fatturazione elettronica o dalla emissione dello scontrino c.d. elettronico. I clienti non riceveranno più uno scontrino o una ricevuta ma un documento commerciale, che non ha valore fiscale ma che potrà essere conservato come garanzia del bene o del servizio pagato, per un cambio merce, eccetera. Le operazioni di memorizzazione e di trasmissione telematica dei corrispettivi devono essere effettuate mediante strumenti tecnologici che garantiscono l'inalterabilità e la sicurezza dei dati.

 

Indice delle domande

 

1.             Quali sono i vantaggi dello scontrino elettronico?

2.             Quali sono gli strumenti da utilizzare per l'invio dei corrispettivi e quale scegliere?

3.             Come devo procedere per la configurazione e adattamento dei registratori telematici?

4.             E' possibile trasmettere tutto tramite pc o cellulare?

5.             Registratore telematico guasto o assenza di connessione a internet, come fare per inviare i corrispettivi giornalieri?

6.             Quali sono le sanzioni previste in caso di mancata memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi?

7.             Come si usufruisce del credito d'imposta per l'acquisto o l'adeguamento del registratore di cassa telematico?

 

Domande e risposte

 

 

D.1 Quali sono i vantaggi dello scontrino elettronico?

R.1 I Vantaggi dello Scontrino elettronico sono i seguenti:

  • esonero dall'obbligo di certificazione dei corrispettivi (fatta salva l'emissione della fattura su richiesta del cliente),
  • esonero dall'obbligo di registrazione dei corrispettivi di cui all'art. 24 del D.P.R. 633/72,
  • invio automatico dei corrispettivi a fine giornata,
  • bollino ogni due anni (non più ogni anno), riducendo così i costi per la verificazione periodica si riducono, rispetto a quelli sostenuti per i tradizionali registratori di cassa,
  • meno utilizzo della carta.

 

 

D.2 Quali sono gli strumenti da utilizzare per l'invio dei corrispettivi e quale scegliere?

R.2 La memorizzazione e la trasmissione telematica dei corrispettivi devono essere effettuate utilizzando strumenti tecnologici che garantiscono l'inalterabilità e la sicurezza dei dati. Gli strumenti a disposizione dell'esercente per emettere lo scontrino elettronico sono 2:

  1. Il Registratore Telematico (RT): in sostanza un registratore di cassa che si connette a internet, è uno strumento che consente di comunicare direttamente gli incassi giornalieri all'Agenzia delle Entrate, con modalità elettroniche, tramite una procedura di invio telematico dei corrispettivi: permette l'invio di un file in formato "XML" contenente i dati della chiusura di cassa di fine giornata.  Per alcuni misuratori fiscali già presenti sul mercato sarà sufficiente fare l'upgrade del software e dell'hardware, dove previsto dalla società produttrice, per altri sarà necessaria la completa sostituzione e implementazione dei relativi sistemi informatici. Può essere fisso o portatile a seconda dell'operatività dell'esercente, e rappresenta lo strumento che più si adatta ai commercianti al dettaglio che utilizzano già il registratore di cassa per emettere scontrini (ad esempio un bar), e per coloro che effettuano attività caratterizzate da una frequenza elevata di operazioni.  Chi utilizza i registratori può attivare la connessione internet anche soltanto al momento dell'invio dei corrispettivi (al momento della chiusura giornaliera, o entro 12 giorni dall'effettuazione delle operazioni)
  2. Procedura Web gratuita dell'Agenzia disponibile nel portale "Fatture Corrispettivi": può essere più conveniente per artigiani e lavoratori autonomi (ad esempio idraulici, falegnami, ecc. che usavano ad esempio il bollettario madre/figlia) che hanno più tempo per compilare anche a mano il documento commerciale e quindi per coloro che effettuano un minor numero di operazioni giornaliere.  In questo caso, chi utilizza la procedura web, necessita di una connessione internet sempre attiva, dunque anche al momento di effettuazione dell'operazione, per la memorizzazione dei corrispettivi e la generazione del documento commerciale. L'emissione del documento commerciale con la procedura web è veloce: basta inserire i dati principali dell'operazione:
  • Quantità
  • Descrizione sintetica del prodotto
  • Prezzo unitario
  • Aliquota Iva
  • Eventuale sconto o eventuale corrispettivo non riscosso
  • L'ammontare pagato

E' possibile creare anche una rubrica dei prodotti e servizi dove è possibile memorizzare la descrizione degli stessi con i relativi prezzi e aliquota Iva, in modo da poterli richiamare immediatamente al momento dell'emissione del documento commerciale, digitando nell'apposito campo le prime lettere del prodotto per avere la lista dei prodotti e servizi della propria attività.

 

 

 

 

 

 

Viene prodotto così lo scontrino elettronico in pdf non più modificabile, con un numero identificativo univoco e progressivo. Il cliente riceverà lo scontrino elettronico su carta o via mail o anche whatsapp. In caso di errore o di reso, grazie al numero identificativo univoco è possibile richiamare il documento commerciale emesso per annullarlo o emettere il documento di reso merce.

 

Soluzioni "miste"

L'Agenzia dà la possibilità agli esercenti di adottare soluzioni "miste", ossia di utilizzare il registratore telematico RT per alcune operazioni e la Procedura web per altre (si pensi ad esempio, a un soggetto che effettua vendite al dettaglio in parte presso un punto vendita e in parte a domicilio).

Il sistema dell'Agenzia delle Entrate sommerà i corrispettivi rilevati con il registratore con quelli rilevati tramite la procedura web, così che nell'area riservata del portale "Fatture e Corrispettivi" l'esercente potrà visualizzare l'importo totale.

L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che, nei primi sei mesi di vigenza dei nuovi obblighi, i soggetti con più punti cassa possono avvalersi, per l'invio dei corrispettivi, sia dei registratori telematici, ove già attivati, sia dei servizi alternativi di invio previsti[3].

 

 

D.3 Come devo procedere per la configurazione e adattamento dei registratori telematici?

R.3 Gli operatori che si sono dotati di Registratore telematico dovranno procedere con i seguenti passi al fine dell'attivazione dello stesso.

 

  1. dotarsi di un registratore telematico. Il soggetto obbligato:
  • nel caso sia già in possesso di un registratore di cassa, dovrà rivolgersi al suo tecnico abilitato per verificare se sia sufficiente adattare/aggiornare il registratore di cassa già in uso o sia necessario acquistare un registratore telematico nuovo;
  • nel caso non abbia un registratore di cassa, dovrà acquistare su internet o presso i rivenditori autorizzati di misuratori fiscali un registratore telematico;

 

2: ottenere le credenziali per accedere al portale. Il soggetto obbligato dovrà accedere al portale "Fatture & Corrispettivi" dell'Agenzia delle entrate. Per accedere al portale occorre essere in possesso almeno di una delle seguenti credenziali:

  • Entratel o Fisconline; la registrazione può essere effettuata:
    • "online" selezionando "Richiedi il PIN" presente in alto a destra nella home page del sito internet dell'Agenzia delle Entrate e, quindi, seguendo le indicazioni fornite;
    • tramite l'App dell'Agenzia, scaricabile dal sito internet dell'Agenzia o dai principali store digitali;
    • recandosi personalmente, o delegando una persona di fiducia mediante procura speciale, presso un qualsiasi Ufficio Territoriale dell'Agenzia muniti di documento di riconoscimento e del modulo di richiesta di registrazione compilato.
  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • SPID (Sistema Pubblico dell'Identità Digitale) per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione.

 

3. accreditamento del Registratore Telematico Dopo aver acquistato il Registratore Telematico, l'esercente deve "accreditarsi" al sistema. Fino all'entrata in vigore dell'obbligo, tale fase è opzionale per gli esercenti che acquistano un Registratore Telematico ma non hanno esercitato l'opzione in quanto vogliono utilizzarlo come Registratore di cassa (misuratore fiscale).  Dalla home page del sito "Fatture & Corrispettivi", bisogna selezionare: "Vai a Corrispettivi" presente nel riquadro "Corrispettivi".

Premendo il link "Accreditati" e selezionando la voce "Gestore ed Esercente" si accede alla pagina di accreditamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Occorre selezionare il flag "Esercente", compilare i dati del domicilio fiscale e dei contatti e premere "salva": l'esercente, a questo punto, è correttamente accreditato.  Nel caso in cui l'esercente possieda anche un distributore automatico e svolge anche l'attività di gestore di distributori automatici, oltre a selezionare il flag "esercente" deve selezionare anche il flag "gestore".

 

4. installazione, censimento, attivazione e messa in servizio del Registratore Telematico

Una volta accreditato, i rivenditori o i tecnici dei laboratori abilitati effettueranno l'installazione (censimento e attivazione) e la messa in servizio del registratore telematico, che funzionerà in modo identico ai vecchi registratori di cassa.

Una volta effettuata l'attivazione, l'Agenzia delle entrate rilascia al titolare del Registratore telematico un QRCODE da applicare sull'apparecchio, visibile ai clienti, che consente a questi ultimi di verificare il corretto censimento e la regolare verificazione periodica del Registratore mediante consultazione on-line dei dati identificativi del Registratore e del suo titolare.

Svolte tali attività, a seconda dell'esigenza dell'esercente, il tecnico potrà contestualmente mettere in servizio il registratore telematico, in modo che l'apparecchio sia immediatamente in grado di memorizzare i dati dei corrispettivi e trasmetterli all'Agenzia delle entrate, oppure individuare una data dalla quale il registratore telematico entrerà autonomamente in servizio.

 

 

D.4 E' possibile trasmettere tutto tramite pc o cellulare?

R.4  Si, la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri può essere effettuata anche utilizzando la procedura web messa gratuitamente a disposizione dei contribuenti in area riservata del sito web dell'Agenzia delle Entrate. Tale applicazione è fruibile anche da dispositivi mobili (smartphone, tablet ecc.)[4].

La possibilità di utilizzare un'applicazione per la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri apre una strada tutta nuova, che consente di immaginare l'utilizzo del pc o del dispositivo mobile (grazie all'applicazione che sarà rilasciata dall'Agenzia delle Entrate) come una sorta di registratore di cassa, che memorizza in tempo reale i dati immessi e consente la stampa di una "ricevuta" da rilasciare al cliente.

 

 

D.5 Registratore telematico guasto o assenza di connessione a internet, come fare per inviare i corrispettivi giornalieri?

R.5 L'Agenzia delle Entrate ha messo a punto alcune procedure da seguire in alcune situazioni di emergenza che impediscono la trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri.[5] Le due principali problematiche che si possono riscontrare e che possono creare delle problematiche di gestione sono:

  1. Assenza di connessione alla rete Internet:
  2. Dispositivo fuori servizio

 

Assenza di connessione a internet

Se al momento di chiusura di cassa si dovessero avere problemi di connettività alla rete internet, l'esercente avrà 12 giorni di tempo per trasmettere i corrispettivi giornalieri utilizzando l'apposita funzionalità di upload di tale file presente nel portale Fatture e Corrispettivi mediante la funzione online "Assenza di rete".

La funzionalità è destinata agli esercenti che non riescono a trasmettere[6] il file XML dei corrispettivi correttamente predisposto e sigillato elettronicamente dal dispositivo, dopo la memorizzazione dei dati, quindi nel caso in cui il dispositivo risulti correttamente funzionante ma sono presenti problemi di rete.

In questo caso il Registratore Telematico deve effettuare la memorizzazione degli incassi e predisporre l'apposito file XML dei corrispettivi, comprensivo del sigillo elettronico apposto con il certificato dispositivo. Poiché il dispositivo non riesce a richiamare i servizi di trasmissione per inviare all'Agenzia delle entrate i corrispettivi giornalieri, l'esercente può estrarre il file XML sigillato, mediante apposite funzionalità del dispositivo, e trasmetterlo utilizzando la nuova funzione Assenza di rete ed effettuare l'upload del file stesso (precedentemente salvato su memoria esterna, come ad es. chiavetta USB).

Utilizzando il pulsante "Sfoglia" l'utente può quindi selezionare dalla sua postazione di lavoro il file dei corrispettivi da inoltrare.

I dati dei corrispettivi trasmessi verranno imputati all'esercente che in quel momento risulta proprietario del dispositivo firmatario del file xml, indipendentemente dal soggetto che effettua la trasmissione. Inoltre, tale modalità di trasmissione sarà opportunamente classificata come "trasmissione mediante upload" per distinguerla dalle trasmissioni dirette da registratore telematico.

Si ricorda che la funzionalità ha valenza solo emergenziale e quindi va utilizzata esclusivamente in caso di effettiva necessità.

 

 

Dispositivo fuori servizio

La funzionalità permette di gestire la trasmissione dei dati dei corrispettivi per dispositivi con malfunzionamenti tali da impedire la memorizzazione elettronica dei corrispettivi.

In caso di mancato o irregolare funzionamento, per qualsiasi motivo, del Registratore Telematico, l'esercente deve richiedere tempestivamente l'intervento di un tecnico abilitato e, fino a quando non ne sia ripristinato il corretto funzionamento ovvero si doti di altro Registratore Telematico regolarmente in servizio, provvede all'annotazione dei dati dei corrispettivi delle singole operazioni giornaliere su apposito registro da tenere anche in modalità̀ informatica.[7]

Per far fronte a questa tipologia di situazioni l'esercente può accedere alla funzione tramite la voce di menù "Procedure di Emergenza > Dispositivo Fuori Servizio", disponibile nella sezione "Area Gestore ed Esercente".

 

 

L'interfaccia grafica permette all'esercente di trasmettere all'Agenzia delle Entrate i dati aggregati dei corrispettivi giornalieri che avrebbe dovuto trasmettere con il registratore telematico.

Pertanto, si tratta dei dati dei corrispettivi aggregati per aliquota/natura IVA (ovvero indicando l'adozione del regime di "ventilazione"), così come previsto dall'Allegato "Tipi dati corrispettivi" delle Specifiche tecniche del provvedimento del 28.10.16.

Tale modalità di trasmissione dei corrispettivi giornalieri sarà opportunamente classificata come "trasmissione per dispositivo fuori servizio" per distinguerla dalle situazioni con dati fiscali memorizzati elettronicamente nel registratore telematico e trasmessi telematicamente dal dispositivo stesso. Si precisa pertanto che tale funzionalità potrà essere utilizzata solo in casi di effettiva necessità ed esclusivamente dopo aver comunicato a sistema lo stato "fuori servizio" del registratore telematico.

 

 

D.6 Quali sono le sanzioni previste in caso di mancata memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi?

R.6 Niente sanzioni per sei mesi. Nel primo semestre di vigenza dell'obbligo, decorrente dal 1° luglio 2019 per i soggetti con volume di affari superiore a euro 400.000 e dal 1° gennaio 2020 per gli altri soggetti, è prevista una moratoria delle sanzioni, ovvero le sanzioni previste dal comma 6 del DLgs. 127/2015, non si applicano in caso di trasmissione telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, fermi restando i termini di liquidazione dell'imposta sul valore aggiunto.

Ricordiamo che secondo quanto previsto dall'art. 2 comma 6-ter del DLgs. 127/2015, i dati relativi ai corrispettivi giornalieri sono trasmessi telematicamente all'Agenzia delle entrate entro 12 giorni dall'effettuazione dell'operazione, determinata ai sensi dell' articolo 6 del DPR 633/1972. Restano fermi gli obblighi di memorizzazione giornaliera dei dati relativi ai corrispettivi nonché i termini di effettuazione delle liquidazioni periodiche dell'imposta sul valore aggiunto.

Quindi, per questo periodo transitorio (fino al 31 dicembre 2019 per i soggetti con volume d'affari > 400.000 euro e 1° luglio 2020 per gli altri soggetti obbligati dal 1° gennaio 2020), solo in caso di invio dei dati oltre il mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, verranno applicate le sanzioni previste dall'art. 6 comma 3 e 12 comma 2 del DLgs. 471/97, in particolare:

  • una sanzione pari al 100% dell'imposta relativa agli importi non correttamente documentati, con un minimo di 500,00 euro,
  • nonché una eventuale sanzione accessoria della sospensione della licenza o dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività, ovvero dell'esercizio dell'attività stessa, nei casi più gravi di recidiva (quando nel corso di un quinquennio vengono contestate quattro distinte violazioni, compiute in giorni diversi)

Nei primi 6 mesi di vigenza dell'obbligo, per chi ancora non è riuscito a dotarsi in tempo di registratore telematico ovvero, per la tipologia di attività condotta non può usare la procedura web "documento commerciale online", le sanzioni non si applicano se:

  • si continuano a emettere scontrini o ricevute fiscali, compilando il registro dei corrispettivi
  • e si trasmettono telematicamente all'Agenzia delle Entrate secondo le regole tecniche previste dal provvedimento del 4 luglio 2019. Per procedere alla trasmissione è possibile utilizzare i servizi gratuiti messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate all'interno del portale "Fatture e Corrispettivi":
    • tramite il servizio di upload di un file contenente i dati dei corrispettivi complessivi di una singola giornata, utilizzando anche una procedura stand alone, scaricabile sul PC fisso, per predisporre il file della comunicazione contenente i dati dei corrispettivi giornalieri. A questo link è possibile scaricare il software, seguendo le istruzioni presenti sulla pagina.
    • oppure il servizio web di compilazione dei dati dei corrispettivi complessivi giornalieri
    • o, in alternativa, mediante un sistema di cooperazione applicativa, su rete Internet, con servizio esposto tramite modello "web service" fruibile attraverso protocollo HTTPS.

 

Si tratta di una "fase transitoria" per consentire agli operatori economici di dotarsi del registratore telematico in tempi più ampi ma, comunque, non oltre il 31.12.2019, per i soggetti con volume di affari superiore a euro 400.000, e non oltre il 1° luglio 2020 per tutti gli altri soggetti. Tale possibilità e ammessa ESCLUSIVAMENTE fino al giorno/momento di attivazione del registratore telematico e, in ogni caso, non oltre il semestre iniziale.

 

 

D.7 Come si usufruisce del credito d'imposta per l'acquisto o l'adeguamento del registratore di cassa telematico?

 

R.7 In relazione al nuovo obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri, è riconosciuto un credito d'imposta, limitatamente agli esercizi 2019 e 2020, pari al 50% della spesa complessivamente sostenuta (prevedendo però degli importi massimi) per l'acquisto o l'eventuale adattamento dello strumento deputato alla medesima trasmissione telematica.

Il credito d'imposta è pari al 50% della spesa sostenuta per l'acquisto o l'adattamento degli strumenti, fino a un massimo, per ciascuno strumento, di:

  • 250,00 euro in caso di acquisto;
  • 50,00 euro in caso di adattamento.

Il credito d'imposta è utilizzabile:

  • esclusivamente in compensazione, mediante il modello F24 (codice tributo "6899");
  • tramite i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate;
  • a partire dalla prima liquidazione IVA periodica successiva al mese in cui è stata registrata la fattura relativa all'acquisto o all'adattamento degli apparecchi ed il relativo corrispettivo è stato pagato mediante mezzi tracciabili.

La spesa per acquisto/adattamento si considera effettuata con modalità tracciabile se il pagamento è avvenuto mediante uno dei seguenti strumenti:

  • assegni bancari e postali, circolari e non;
  • vaglia cambiari e postali;
  • addebito diretto;
  • bonifico bancario o postale;
  • bollettino postale;
  • carte di debito, di credito, prepagate;
  • altri strumenti di pagamento elettronico disponibili, che consentano anche l'addebito in conto corrente.

 



[1] (cfr. articolo 22 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633)

[2] (cfr. la risoluzione n. 47/E dell'8 maggio 2019 per i criteri di determinazione del volume d'affari)

domenica 27 ottobre 2019

DECRETO-LEGGE 26 ottobre 2019, n. 124.

Art. 13.

Trust

1. Al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, recante testo unico delle imposte sui redditi, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 44, comma 1, lettera g -sexies ), dopo le parole “anche se non residenti” sono aggiunte le seguenti:

“, nonché i redditi corrisposti a residenti italiani da trust e istituti aventi analogo contenuto, stabiliti in Stati e territori che con riferimento al trattamento dei redditi prodotti dal trust si considerano a fiscalità privilegiata ai sensi

dell’articolo 47 -bis , anche qualora i percipienti residenti non possono essere considerati beneficiari individuati ai sensi dell’articolo 73” b) all’articolo 45, dopo il comma 4 -ter , è aggiunto il seguente: “4 -quater .

Qualora in relazione alle attribuzioni di trust esteri, nonché di istituti aventi analogo contenuto, a beneficiari residenti in Italia, non sia possibile distinguere tra redditi e patrimonio, l’intero ammontare percepito costituisce reddito.”.

2. All’articolo 25, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, la lettera a) è sostituita dalla seguente: “a) si avvalgono anche dei poteri e delle facoltà previsti dall’articolo 9, commi 4, lettera a) , e 6, lettere a) e b) , del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231;”.

2019_10_26_DECRETO-LEGGE_124.pdf

mercoledì 7 agosto 2019

Affitto case vacanze (B&B), in Lombardia obbligatorio il 'Codice Identificativo di Riconoscimento CIR'

La disciplina amministrativa del CIR applica la legge regionale n. 7 del 25 gennaio 2018 che ha modificato la legge regionale n. 27 del 1 ottobre 2015 'Politiche regionali in materia di turismo e attrattività del territorio lombardo'. L'indicazione del Codice sarà obbligatoria, a partire dal 1 settembre 2018, per gli annunci di pubblicità, promozione e commercializzazione dell'offerta di case e appartamenti per vacanze, compresi gli alloggi o le porzioni di alloggi dati in locazione per finalità turistiche. In modo trasparente, il CIR attesta che il percorso amministrativo di regolarizzazione delle case e appartamenti per vacanze (CAV) è stato completato, ovvero che il gestore ha inviato la comunicazione di inizio attività al Comune di competenza e che ha acquisito le credenziali di accesso al Sistema regionale per la gestione della trasmissione dei flussi turistici 'Turismo5'. "Il CIR è una sorta di codice fiscale - continua Lara Magoni - e dovrà essere obbligatoriamente riportato su tutti gli annunci pubblicati sui portali web delle case vacanze. Si tratta di uno strumento a garanzia degli utenti: siamo state tra le prime regioni in Italia a delineare un quadro normativo chiaro e semplice per garantire concorrenza leale e legalità, a fronte della crescente disponibilità di case e appartamenti per vacanze sulle piattaforme on-line. È un fenomeno che va considerato, sicuramente governato e osservato perché offre scorci interessanti sul dinamismo e l'innovazione che caratterizzano i trend di sviluppo del turismo". Tra gli adempimenti previsti dalla Iegge regionale per le case e appartamenti per vacanze, oltre alla comunicazione di inizio attività e all'ottenimento delle credenziali per la trasmissione dei dati turistici, i gestori devono, tra l'altro, anche procedere ad accreditarsi per la denuncia degli ospiti in base alle indicazioni dell'autorità di pubblica sicurezza, rispettare alcuni standard qualitativi essenziali e rispettare le vigenti normative statali in materia fiscale e di sicurezza. "L'obiettivo - conclude l'assessore Lara Magoni - è fornire un servizio più efficiente e qualificato per i turisti, nell'ottica di un'accoglienza regionale sempre più sicura e rispettosa delle normative vigenti. Inoltre, il CIR favorisce e semplifica l'esercizio delle funzioni di vigilanza da parte dei Comuni".

 

IN SINTESI

 

  1. A partire dal 1 novembre, tutti gli annunci pubblicitari in forma scritta, cartacea o telematica di immobili in affitto turistico in Lombardia devono essere accompagnati dall'indicazione del Codice Identificativo di Riconoscimento (CIR). Il TAR ha infatti respinto la richiesta di sospensiva contro la delibera della Giunta regionale del 28 giugno 2018. Il CIR è rilasciato in automatico in esito alla procedura di accreditamento al portale web regionale denominato "Turismo 5": https://www.flussituristici.servizirl.it/Turismo5  . Tale codice è univoco ed è costituito da: 6 caratteri numerici riferiti al codice ISTAT del Comune, 3 caratteri alfanumerici che individuano la tipologia di struttura, 5 caratteri sequenziali generati automaticamente. I soggetti che contravvengono all'obbligo di riportare il CIR, che lo riportano in maniera errata, falsa o ingannevole sono passibili della sanzione pecuniaria da € 500 a € 2.500 per ogni attività pubblicizzata, promossa o commercializzata (quindi per ogni annuncio commerciale).
  2. Il codice richiede, come prerequisiti, l'avvenuta comunicazione di avvio attività al Comune e
  3. l'avvenuta registrazione sul sito "Alloggiatiweb" per gli obblighi di denuncia degli ospiti alla Polizia di Stato (https://alloggiatiweb.poliziadistato.it/PortaleAlloggiati ). Le credenziali per la polizia di stato possono essere richiesti anche online: la richiesta di attivazione viene inoltrata presso l' u.p.g.a.i.p., allegando in formato pdf copia della licenza di esercizio ricettivo/alberghiero e copia del documento d'identità del titolare della licenza. La questura provvederà alla generazione delle credenziali e al successivo invio tramite posta elettronica certificata.

 

sabato 29 dicembre 2018

Cedolare sui nuovi contratti commerciali dei negozi fino ad una superficie di ma. 600

Negozi e negozietti con la tassa piatta del 21% sugli affitti dal 1° gennaio. Ma solo per i contratti che stipulati nel 2019.
Parte limitata, ma parte, la cedolare secca sulle locazioni commerciali, cavallo di battaglia che Confedilizia è riuscita a portare al traguardo nonostante i tagli ai progetti di spesa della legge di Bilancio 2019.
Il provvedimento interessa, potenzialmente, i circa 370mila nuovi contratti che ogni anno (secondo i dati dell'Osservatorio immobiliare dell'agenzia delle Entrate) vengono stipulati in Italia. Ma lo scopo del provvedimento è soprattutto quello di tirare fuori dalle secche una fetta dei negozi cronicamente sfitti, che in totale sono circa 770mila.
I limiti, dettati dalla legge, impongono che l'immobile sia un negozio anche dal punto di vista catastale, cioè appartenga alla categoria C/1, e che non abbiano una superficie superiore ai 600 metri quadrati. Di fatto, la norma non specifica come calcolare i metri quadrati ma resta come riferimento lo stesso dato catastale, dato che comunque da sempre la rendita catastale degli immobili C/1 è basata sui metri e non sui vani come per le abitazioni.
Altro limite importante è che, alla data del 15 ottobre 2018, non risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale. In sostanza, questa norma è stata voluta per evitare che, alle prime avvisaglie della possibilità della tassazione con cedolare (ricordiamo che l'aliquota Irpef più bassa è del 23% ed è improbabile che chi ha un negozio da affittare abbia un reddito sotto i 15mila euro), proprietari e inquilini sciogliessero il contratto di comune accordo e ne rifacessero uno nuovo con la cedolare al 21% e l'affitto un po' ribassato. Il rischio massimo, secondo i calcoli del Mef, era che l'estensione della cedolare a tutti i contratti in corso avrebbe portato a un aggravio di spesa di circa 900 milioni per la riduzione degli incassi erariali.
A questo punto le trattative possono iniziare (e in parecchi casi saranno già a buon punto, dato che la norma, così come è stata varata lo scorso settembre, non è cambiata. Il recupero di redditività (si veda anche il Sole 24 Ore del 24 settembre scorso) è comunque garantito per un mercato ormai inerte.
È rimasto nel cassetto, invece, l'intervento (che stava a cuore alla Lega) per rendere strutturale il 10% sui canoni abitativi concordati, che attualmente è in vigore sino a tutto il 2019

Torna la deducibilità integrale degli interessi sui mutui ipotecari delle società immobiliari di gestione.

Ripristinata la deducibilità integrale degli interessi sui mutui ipotecari delle società immobiliari di gestione. Il comma 7 della legge di Bilancio 2019 dichiara applicabili e fatti salvi gli effetti del comma 36 della legge 244/2007, disposizione che è stata abrogata, con decorrenza dall'esercizio 2019, dal decreto legislativo 142/2018 di recepimento della direttiva Atad, pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» di ieri.
La legge 244/2007, che ha introdotto nel Tuir l'articolo 96 sulla deducibilità degli oneri finanziari nel limite del 30% del Rol, ha stabilito una disciplina particolare per le società immobiliari. Per gli interessi passivi sostenuti per l'acquisto di immobili "patrimonio" (articolo 90 del Tuir: fabbricati diversi dai beni strumentali e dai beni merce, cioè in particolare fabbricati abitativi concessi in locazione a terzi), il comma 35 della legge 244 ha previsto una deroga rispetto al regime di indeducibilità integrale dei costi (articolo 90 del Tuir).
Questi interessi rientrano dunque ordinariamente nelle regole dell'articolo 96 del Tuir, salvo che per le società di persone per le quali la disciplina del Rol non si applica (articolo 61 del Tuir). Il comma 36 della legge 244/2017 ha poi introdotto una deroga alle regole ordinarie per le società che svolgono in via effettiva e prevalente attività di gestione immobiliare. Questi contribuenti non applicano l'articolo 96 per gli interessi passivi sostenuti su finanziamenti garantiti da ipoteca sugli immobili destinati a locazione. Gli oneri finanziari (sia se relativi a finanziamenti ipotecari su immobili strumentali, come uffici e negozi, sia se relativi all'acquisto di abitazioni per le quali come detto è disapplicato l'articolo 90) sono dunque interamente deducibili.
La norma è stata confermata e chiarita dal Dlgs 147/2015, che ha stabilito che si considerano svolgere attività di locazione immobiliare in via effettiva e prevalente, le società che presentano congiuntamente due requisiti: (a) il valore dell'attivo è costituito per la maggior parte dal valore normale degli immobili destinati alla locazione; e (b) i ricavi sono rappresentati per almeno i due terzi da canoni di locazione di fabbricati.
L'articolo 14 del decreto legislativo che riformula l'articolo 96, in applicazione della direttiva Atad, abroga il comma 36 della legge 244, con il conseguente ingresso nel test del Rol, dal 2019, degli interessi sostenuti sui descritti finanziamenti ipotecari delle immobiliari di gestione.
La legge di Bilancio, con una formulazione assai particolare, di fatto ripristina il comma 36 contestualmente alla sua abrogazione dato che il decreto Atad, pubblicato in Gazzetta ieri, entrerà in vigore il 1° gennaio 2019 come la legge di Bilancio. Al di là di questo guazzabuglio di decorrenze, la volontà del legislatore (che sul punto pare però derogare alla Direttiva che non prevede esoneri di questo tipo) è chiara: le immobiliari di gestione continueranno anche in futuro a non dover sottoporre al Rol gli interessi sui mutui ipotecari degli immobili locati

sabato 1 dicembre 2018

FATTURA ELETTRONICA

A partire dal 1° gennaio 2019 la fattura elettronica sarà obbligatoria in modo esteso a chiunque esercita un’attività di impresa o professione.

Tra pochi giorni metteremo a disposizione dei clienti un accesso WEB con credenziali personali dedicate (user name e password) dal quale potrete gestire sia:

IL CICLO ATTIVO (Fatture Emesse): utilizzando il portale FATTURE WEB troverete le anagrafiche di tutti i vostri clienti già precaricate. Dovrete solo procedere ad emettere la fattura che verrà da noi controllata ed inviata. I vostri clienti vi dovranno fornire un codice univoco oppure la PEC.

CICLO PASSIVO (Fatture Ricevute): nello stesso modo troverete le fatture dei vostri fornitori abituali sul portale. Esse verranno canalizzate correttamente tramite un codice destinatario univoco.

Il nostro consiglio è quello di trasmettere ai vostri fornitori abituali il nostro codice univoco

Le modalità di utilizzo di questo sportello telematico vi saranno illustrate a breve dai nostri collaboratori.

Il nostro studio ha deciso di fornire GRATIS questo servizio. Eventuali costi saranno richiesti nei casi di caricamento non autonomo delle fatture elettroniche. Crediamo che dopo una prima fase di apprendistato possa essere abbastanza semplice la procedura di elaborazione della fattura elettronica.

Se avete deciso di appoggiarvi ad un gestionale software evoluto autonomo, che possieda un proprio codice univoco, trasmetterete al nostro studio solamente le fatture (EMESSE E RICEVUTE) in formato XML.

QR Code: L’Agenzia ha predisposto un codice bidimensionale, QR Code, che include i dati del cliente necessari per la fatturazione e l’indirizzo prescelto per il recapito della fattura.

Il QR-Code può essere salvato in formato pdf e stampato o memorizzato anche sul proprio telefono cellulare o tablet in modo che possa essere fornito con facilità al fornitore che troverà tutti dati necessari all’emissione e recapito della e-fattura.

I dati contenuti nel QR Code sono quelli validi al momento della richiesta; in caso di modifica dei dati anagrafici o della partita Iva è necessario distruggere il vecchio QR Code e generarne uno nuovo.